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CASA DEL COMMIATO


11 OTTOBRE 2009


Castelplanio (AN)
Via dell'Industria, 3


web: www.bondoni.com


IMMAGINE E COMUNICAZIONE
Creative Project

UFFICIO STAMPA
Mauro Luminari

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LA PRIMA CASA DEL COMMIATO DELLE MARCHE

CASTELPLANIO - Centinaia di persone hanno gremito la prima Casa del Commiato delle Marche e del centro Italia nel suo giorno inaugurale omaggiando con rispetto e calore la famiglia Bondoni. Il nastro è stato tagliato dal vicesindaco Alessandro Novelli in sostituzione del Sindaco Luciano Pittori impossibilitato a presenziare. Molte le autorità presenti: gli assessori regionali Fabio Badiali e Lidio Rocchi, l’assessore provinciale Gianni Fiorentini, gli assessori del Comune di Castelplanio Paolo Grizi e Michele Pompili e il vicesindaco di Rosora Enrico Badiali. Presente anche Maria Scaglione Urbani presidente dell’Aicu, Associazione Italiana Carlo Urbani. Nella hall della struttura il vicesindaco Novelli ha portato i saluti dell’amministrazione comunale mentre il parroco don Mariano Piccotti ha officiato la benedizione. Molto toccante la poesia declamata dall’attrice Barbara Marchetti accompagnata all’arpa dal maestro Elisabetta Patrizi. La prima sala ad essere aperta al pubblico è stata la sala più grande, denominata “Virgilio”, dove l’assessore regionale al lavoro Fabio Badiali ha portato il saluto del governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca. “La famiglia Bondoni rappresenta la laboriosità e la capacità di innovare – afferma Badiali - che sono peculiarità di questa regione e di questo entroterra. Una famiglia-azienda che dal 1899 sviluppa la propria attività reinvestendo in tecnologie, ricerca e qualità, prerogative che servono, nel contesto di crisi globale che stiamo vivendo, per essere pronti a una ripresa.” Motivazioni ed esigenze che hanno portato alla costruzione della Casa del Commiato sono stati illustrati da Marco Bondoni che ha sottolineato la funzionalità delle tre camere ardenti, l’apertura verso gli altri credi religiosi e l’efficienza rispetto a strutture pubbliche troppo spesso sature e prive di riservatezza. Con orgoglio Marco ha presentato suo figlio Edoardo Bondoni, il più piccolo della famiglia, che a solo 19 anni è entrato a far parte del gruppo con entusiasmo e voglia di imparare. Mario Bondoni, il capofamiglia, ha ricordato il padre Giovanni e il nonno Guerrino, che hanno iniziato l’attività, e poi ha elogiato il ruolo degli altri componenti della famiglia: Delia, sua moglie, i suoi figli Giovanni e Laura, ed Ornella, sua nuora. L’architetto Riccardo Bucci ha descritto le soluzioni che ha studiato per ottimizzare al massimo la funzionalità della struttura, dalla flessibilità dei locali alla distinzione dei percorsi tra familiari e addetti ai lavori. La particolare committenza tra la famiglia Bondoni e l’affermata artista marchigiana Simona Bramati, che per la struttura ha scelto le tinte delle sale e ha dipinto quattro opere inedite, è stata illustrata da Loretta Mozzoni, direttrice della Pinacoteca di Jesi, e dalla critica milanese Chiara Canali.


LA CASA DEL COMMIATO, ESEMPIO DI MODERNA COMMITTENZA

CASTELPLANIO (AN) - La pratica della committenza era un uso costante degli artisti dell’età dell’Umanesimo, ed era solitamente istituita da aristocratici o da membri del clero secolare come idoneo strumento comunicativo e celebrativo, funzionale a sottolineare la carica sociale e politica del committente. Fin dall’antichità greco-romana aveva assunto un’importanza sempre crescente la necessità di celebrare una famiglia o una personalità anche dopo la morte nella sua continuità dinastica e nella temporalità ciclica ed assoluta dell’eternità. Un esempio celebre sono le Cappelle medicee a Firenze, che si ispirano a tematiche solari e temporali, oppure i monumenti funebri all’interno della Basilica di Santa Croce. In Europa da decenni è stato istituito un luogo che sostituisce la casa o la camera ardente presso gli obitori prima del funerale: Casa del Commiato che potremmo definire un’area di passaggio, uno spazio neutro dove possono confluire i defunti di tutte le classi e i ceti sociali e di tutte le fedi religiose. Per la prima Casa del Commiato delle Marche il gruppo Bondoni nelle vesti di un moderno mecenate, ha affidato la decorazione delle sale a una giovane artista di rilievo nel panorama artistico italiano come Simona Bramati. Una scelta lungimirante per due motivi: si attualizza il discorso della committenza che lega in un fil rouge arte e morte, il concetto della scomparsa con il linguaggio dell’arte funeraria; in secondo luogo con la sua opera Simona Bramati recupera e aggiorna in termini mitologici un’iconografia che si connette alle tradizionali rappresentazioni del passaggio all’aldilà. Le tre sale della Casa del Commiato sono intitolate a tre figure mitiche accomunate dalla prossimità con la morte: “Virgilio” che nell’Eneide narra del viaggio di Enea nel regno dell’Ade; “Sibilla” che, dopo il vaticinio, guida l’eroe nell’Aldilà; infine “Erasmo” autore del saggio Preparazione alla morte. Per ogni sala Simona Bramati ha realizzato un’opera pittorica che si adatta alle funzioni dello spazio e del luogo: in particolare “Virgilio” è un mulinello di corpi femminili e maschili che fluttuano nel candore di un’atmosfera rarefatta, attraversata dalla luce. L’opera si divide impercettibilmente in due parti: a sinistra i tre corpi maschili tirano i capelli delle tre donne in una sorta di danza alla vanitas che dichiara l’ineluttabilità della morte e l’inconsistenza dei beni terreni. Non si tratta di una “danza macabra” di teschi, come nelle icastiche riproduzioni del passato, ma di un vortice fluttuante di corpi fisici che si sfaldano lentamente in una pittura di luci ed ombre dal vibrante dinamismo cosmico.





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