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IMPORTANTI RICONOSCIMENTI ARTISTICI PER SIMONA BRAMATI

di Mauro Luminari

Lucca, Urbino e Venezia. Un tris d’assi che impreziosisce il percorso artistico della giovane pittrice Simona Bramati lanciata verso la conquista della scena culturale nazionale. A Lucca è appena terminata con successo la mostra “Il Sottile Fascino del Perturbante”, curata da Maria Rita Montagnani, nella suggestiva Villa Bottini, dove la Bramati ha esposto sette tele di grandi dimensioni e forte impatto, di cui quattro inedite: la serie delle tre “Fenici” e la controversa “Ex Clade Salus”.
A Urbino Simona è presente nel Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia per la regione Marche, presso l’Orto dell’Abbondanza inaugurato nei giorni scorsi dal curatore Vittorio Sgarbi. Una vera e propria Biennale delle Regioni, ospitata nei capoluoghi e nelle città italiane più prestigiose dove sono esposte le creazioni degli artisti più significativi del territorio.
“Ho scoperto Simona Bramati nel 2004 all’Accademia delle Belle Arti di Urbino – ha sottolineato il Sgarbi durante la gremita conferenza stampa al Teatro Sanzio – e da allora l’ho voluta inserire in grandi mostre a livello nazionale. E’un’artista emergente che merita molto”. Dopo il taglio del nastro, il critico d’arte si è fermato a lungo davanti alle sue opere, le tre Parche, acquistate e per l’occasione gentilmente concesse dalla Pinacoteca di Jesi, ammirandone la particolare tecnica e la profondità del messaggio.
E per Venezia la pittrice sta lavorando alla nuova personale, in programma dal 24 settembre presso la galleria “La Giudecca 795”. Sarà Beatrice Buscaroli, curatrice del Padiglione Italia della scorsa edizione della Biennale di Venezia, a curare la mostra, con la collaborazione di Davide Rondoni, poeta e giornalista. “E’ il frutto di un lavoro sulla condizione delle donne - racconta Simona - partendo da quella islamica, dove l’applicazione letterale della legge, la shariah, le condanna ancora oggi a pene disumane come la lapidazione”. Da qui nasce l’opera centrale di questa nuova personale - “Puta, Santa y Bruja” - che probabilmente darà il titolo alla mostra, alla quale sarà aggiunta una serie di istallazioni ancora top secret.




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